Donne di domani

La piccola Rosa ha solo 4 anni e abita nello stesso palazzo di sua nonna e sua zia, novella sposa. Passa spesso i pomeriggi da lei, quando sua madre ha qualche impegno. Intelligente e vispa come solo le femminucce sanno essere, un giorno entra nel bagno, dove suo zio sta per farsi una doccia. Imbarazzato lui chiama la giovane sposa e le chiede di portare via la bambina. Quest’ultima, infastidita da tanta timidezza, esclama:”Uè bellò, che a me papà il pisello me lo fa vedere sa!”.

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Pinuccio

Per un poppante non c’è nulla di più bello di un capezzolo roseo e spumoso di latte. Pinuccio ne sapeva qualcosa. Primo figlio di Teresa, per sei lunghi mesi si attaccò a quelle succulenti tette venate di azzurro.

La manna gli venne proibita quando Teresa rimase incinta per la seconda volta. Pinuccio si disperava e strillava così forte che la tetta veniva rimessa a sua disposizione per quietarlo. A nulla valsero i tentativi di intingere il capezzolo nel succo di limone o aceto. Pinuccio ciucciava tutto ma la gravidanza proseguiva e bisognava svezzarlo.

Un mattino di grande appetito, la boccuccia aperta e le manine bramose, Pinuccio in grembo alla mamma aspettava la sua poppata. Teresa slacciò il reggiseno e mise di fronte al figlioletto il capezzolo nero, tinto col carbone.

Sono passati 73 anni e Pinuccio ancora non riesce a bere il latte.

Pillola

Dottorè, madonna, mamma si è dimagrita, andava 70 chili mó ne va 30. Poi tiene sempre sta pungitora allo fegato. Siccome che dice che tiene il polipo alla pancia, ho pensato io: vuoi che i tentacoli non sono arrivati a tutte parti e pure la? 

Baci e bacilli

Sandro era un maniaco della pulizia ed un goloso di dolciumi. Conosceva a memoria tutte le specie di microbi e bacilli esistenti. Non aveva mai bevuto dal bicchiere di sua madre o preso per errore la forchetta del fratello. Aveva un amore smisurato per i suoi nonni e passava molto tempo con loro. Un giorno a casa della nonna, poiché faceva freddo, aveva indossato la vestaglia da camera del nonno. Frugando nella tasca, aveva trovato tre nocciole. Belle, pulite e tonde tonde. In un lampo, le aveva messe in bocca ed ingurgitate.

Giorni dopo, andato a far visita ai nonni, aveva trovato suo nonno di fronte al camino. Era un tenero vecchietto senza denti, che non aveva mai voluto mettere la dentiera. Quel giorno era tutto intento a mangiare dei cioccolatini. Metteva il bacio perugina in bocca e piano lo lasciava sciogliere. Infine, garbatamente, si portava una mano alle labbra e tirava fuori una nocciola, bella, pulita e tonda tonda. E la conservava con le altre, nella tasca della veste da camera. 

Sandro corse in bagno a rimettere. 

Kitty

Ester mi ha raccontato che suo fratello Isaia aveva una gatta. Una bella bestia dal pelo lucido e nero. La gatta si chiamava Kitty. Abitavano in campagna, tra distese di ulivi ed agrumi, dove la terra ha il colore della ruggine. Un giorno Kitty fu investita da una automobile. Isaia accorse in strada stravolto. Tra i singhiozzi, chiamò la nonna ed iniziò ad urlare concitato:”Kitty è morta, KittyÈmorta! Kittèmorta”. Ora voi provate ad immaginare cosa capì la povera donna, meridionale ed un po’ sordastra, stordita dalla calura estiva.

Sono passati trent’anni, ma Ester racconta ancora questa storia con le lacrime agli occhi.

Nostro nipote

Caro Leo, tra qualche settimana verrai alla luce! Ci vogliono ancora due mesi in realtà, ma l’emozione fa accelerare i tempi. Ti stiamo aspettando con ansia da tanto. Avrai una mamma speciale, che sta affrontando sacrifici che avrebbero mandato in tilt molte donne. Dalla sua bocca mai un lamento, solo sorrisi invece. Tuo padre è l’esempio della premura di poche parole, ma, imparerai caro Leo, che sono solo i fatti a parlare. Le tue pazze “zie” siamo Katy ed io. Ti vizieremo e terremo a bada le ansie di mamma.
Ricordati che i genitori per troppo amore hanno spesso il dono della onniscienza. Significa che loro prima di te, penseranno di sapere quali sono le scelte giuste o sbagliate. Quelle di cui sarai orgoglioso e quelle di cui ti pentirai.
Ti dico una cosa nell’orecchio. L’unica esperienza che ti servirà, sarà la tua propria. Solo quella ti darà la saggezza acquisita sul campo. E sai quando avrà da insegnarti di più? Quando avrai sbagliato, quando vorrai tornare indietro e non potrai. E quando imparerai a non farti fregare da questo rimorso o quel rimpianto. Ed andrai comunque avanti. 
Ti aspettiamo!
Baci grandi, la zia.  

Don Ciccio

Don Ciccio abita in un antico palazzo dell’800, in cui le stanze sono una consequenziale all’altra. Si muove leggero tra tappeti ed arredi di pregio. La sua compagna è una elegante signora con i capelli a caschetto. Tanto amorevolmente lei si prende cura di lui, rimboccando le sue coperte e chiamandolo Cicciolo nei momenti più teneri. I tè delle cinque sono supervisionati dai suoi occhi liquidi, soffre di cataratta don Ciccio, ed altri acciacchi, ma non perde mai la sua paziente dignità. Unico maschio che assiste alle partite di poker di 4 arzille signore. Ogni tanto vi partecipo anche io, portando un po’ di giovinezza a questo gruppo, che si definisce delle “giovani marmotte”. Ricordo che mal sentii il nome la prima volta, scambiando marmotte per mignotte. Non credo queste delicate signore abbiano mai riso tanto in vita loro! Oggi pomeriggio ci riuniremo tutte di nuovo, alle cinque. Non ci saranno tè e pasticcini. Aspetteremo invece l’arrivo del veterinario, che porrà fine alle angosce di don Ciccio. Quanto ci mancherai, quelle stanze non saranno più le stesse senza te.

PS. Ho appena ricevuto la notizia che sei andato via da solo, senza l’aiuto di nessuno, discreto fino alla fine. Ciao don Ciccio!