Abbiocco 

I mesi estivi la forte calura pomeridiana mi porta ad abbioccarmi, anzi a collassare, sul divano. Mi addormento con la testa vuota, con il sottofondo sonoro della televisione. Puntualmente mi sveglio di colpo, con la sensazione della tua mano sulla mia. A quel punto mi prende un po’ di angoscia, perché so che quella mano, che non tocco da tantissimo tempo, io non la toccherò mai più. Mia nonna diceva che le montagne fra di loro non si incontrano mai, mentre le persone prima o poi nella vita si. Ma a me sembra che la vita con te appartenga ormai ad un sogno, ad uno spazio temporale che anche i ricordi faticano a collocare. E rivederti porterebbe ad un tumulto di emozioni che è meglio lasciare sopite. Così mi riaddormento, anche solo per 5 minuti, e con me questi pensieri. 

L’amore è cieco

Una bambina giocava sul bagnasciuga del mare. Non aveva bisogno di tante palette. Le bastava solo un secchiello per trasportare l’acqua e della crema solare ben spalmata sull’ombelico. Affaccendata come solo i bambini di 3 anni sanno essere, non si accorse di calpestare un riccio. Ahi che dolore! La mamma e le zie tutte si raccolsero attorno a lei, per vedere la spina nera conficcata nel dito del piede. Lei risoluta dismise la piccola folla , “lacciatemi, lacciatemi tutti che io voglio Pillo mio, che ha gli occhiali e ci vede meglio!”. Si sa, l’amore se non è proprio cieco, almeno è miope ed anche un difetto non viene visto per tale. Quella bambina è oggi una donna di quarant’anni,quell’uomo suo padre.

Tempo

L’altra notte, qualche istante prima di addormentarmi, sono rimasta sospesa. Una pausa dolce, prima che la realtà del giorno finito si assopisse. Ho d’un tratto perso la percezione del tempo ed assaporato un momento di eterno. Non avevo più quasi40anni.Non avevo più lo sguardo giudicatore, che critica sempre impietoso il mio vissuto. Ero solo un essere senza età e senza peso. I ricordi da qualche parte sentivo che c’erano, ma non davano fastidio. Ero leggera. Non sentivo di aver perso opportunità finora. Percepivo che le cose belle erano in fieri e sarebbero venute, poi, in tempo, col tempo.
Ah se solo avessi potuto incapsulare quel momento, in cui tutto era privo del peso dei ricordi. Lo avrei regalato a tutte le persone che amo. Ho tentato più volte oggi di riprodurre quella sensazione , ma mi sono distratta continuamente. Pure un poco intristita, perché anche quella capsula era già diventata un ricordo.

L’aria che tira

Tanto tanto tempo fa mi imbattei nell’elemento più strano e buffo che esista. Quanto mi piaceva, oh cavolo se mi piaceva. Pochi mesi di frequentazione dopo, una sera a cena a casa mia , mi disse che lui con me stava benissimo , gli piacevo un sacco ma…c’era un però. Oddio!! Che sarà mai , mi puzza l’alito? Cucino male?Ho i brufoli sulla fronte ? No, niente di tutto ciò. Lui quando stava con me soffriva di mal di pancia. Flatulenza, meteorismo…. Chiese se avesse potuto iniziare a dare aria alle trombe in mia presenza. Non sapevo se ridere o fare l’indifferente-rilassata sull’argomento. Feci tutte e due le cose. Capivo che era quello il momento in cui la nostra relazione avrebbe preso una piega più intima .E fu una storia bellissima , lunghissima e pure tormentosa. Ognuno trova un modo per sentirsi a proprio agio con l’altra metà , e quello è il regalo più bello che ci possano fare, farci entrare nella loro intimità. Anche se a volte è un poco ventilata.