Scatole

Mi accingo a trasferirmi in una nuova casa. Per l’esattezza è il mio 26esimo trasloco, per fortuna questa volta non internazionale. Tra i vari scatoloni, ho deciso di portare con me quello dei buoni propositi, come si fa a capodanno per l’inizio dell’anno nuovo. Questa è la prima volta che impacchetto così accuratamente qualcosa. Per esempio ci metto un maggiore senso di ospitalità, io che sono sempre insofferente alle visite lunghe. Poi ci porto la volontà di stabilità, il pensare che possa essere la dimora finale. Poi, la gioia di un letto a due piazze, dove dormire in diagonale e smettere di sognare di intersecare qualche retta, prima o poi. Questa volta le coordinate dei punti me le do da sola. Io, che sono sempre stata una frana in geometria…Di fronte a me ci sarà il nulla, solo colline e mare, qualche falco che vola basso e vuoti d’aria.

Intanto sento in testa la voce di Gerry Scotti che mi dice : È la casa definitiva ? L’accendiamo ?

Memorie di una casalinga mancata

Lo confesso, le migliori conversazioni con me stessa avvengono sempre quando stiro. Tra uno sbuffo di vapore ed uno spruzzo di amido, prendono forma vaneggiamenti di varia natura. Mi vengono in mente mamma e nonna che hanno dedicato una vita alla causa di emancipazione della donna. Mamme lavoratrici entrambe, mi hanno insegnato che senza uno stipendio tuo non puoi dirti davvero indipendente.
E mio malgrado, anzi per malgrado degli altri,sono diventata una donna in carriera. Nel senso che da far crescere, nella vita, ho solo quella. Ho raggiunto una triste serenità. O forse è meglio dire pacata rassegnazione? Ho attraccato la barca? O mi sono arenata?
A volte mi sembra di far torto alla zingara che è in me, che ha fatto e disfatto tante vite in una sola. Ma ognuna di queste vite è disgiunta dalla precedente e dalla successiva. Come fosse una bolla a se’. E a quasi40anni “devi mettere radici”!!
Ci risiamo, farnetico ancora in lavanderia, da brava casalinga mancata, ma il bucato mi da un gran sollievo!

Tempo

L’altra notte, qualche istante prima di addormentarmi, sono rimasta sospesa. Una pausa dolce, prima che la realtà del giorno finito si assopisse. Ho d’un tratto perso la percezione del tempo ed assaporato un momento di eterno. Non avevo più quasi40anni.Non avevo più lo sguardo giudicatore, che critica sempre impietoso il mio vissuto. Ero solo un essere senza età e senza peso. I ricordi da qualche parte sentivo che c’erano, ma non davano fastidio. Ero leggera. Non sentivo di aver perso opportunità finora. Percepivo che le cose belle erano in fieri e sarebbero venute, poi, in tempo, col tempo.
Ah se solo avessi potuto incapsulare quel momento, in cui tutto era privo del peso dei ricordi. Lo avrei regalato a tutte le persone che amo. Ho tentato più volte oggi di riprodurre quella sensazione , ma mi sono distratta continuamente. Pure un poco intristita, perché anche quella capsula era già diventata un ricordo.