Ho letto

Quando Gandhi studiava diritto all’università di Londra aveva un professore, Mr Peters, che mal lo sopportava. Gandhi però non era uno che si faceva intimidire. Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto. Il professore disse:

“Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme?”

“Va bene Mr Peters, sto volando via” rispose Gandhi, che andò a sedersi ad un altro tavolo.

Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi all’ esame successivo, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande. Mr Peters allora gli chiese:

“Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa, la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per sé?”

“Certamente il denaro, professore”

“Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza”

“Lei ha ragione Mr Peters, in fondo ciascuno sceglie quel che non ha!”

Il professore, infuriato, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e lo cacciò via. Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro.

“Professore, lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto!”

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Oh mamma

Ho rovinato un bellissimo maglione nuovo. L’ho lavato seguendo le istruzioni della mia testa e non quelle della etichetta, che ovviamente avevo tagliato e gettato via. Mia madre mi aveva detto e ripetuto tante volte di usare il sapone specifico, bacinella adatta, temperatura giusta etc etc… Ma io ho ignorato. Risultato, il maglione si è così ridotto che può indossarlo un bebè.

Ora chi glielo dice a mamma! Già immagino la faccia alla teloavevodetto. Forse lo ricompro uguale, spendo un altro botto e così non se ne accorge nessuno.

Ma un momento! Ma quanti anni ho io? Ho ancora paura dei commenti di Mammà? Si, lo confesso. È inutile, si rimane figli a vita, pure se sei andato via di casa a 15 anni per esplorare il mondo da solo.

Ricordo mia nonna novantenne al telefono con mio padre sessantenne stagionato.

-Mamma, prendo le ferie e parto per un viaggio.

-Ihhhh, Pinuccio, e perché a mamma? Tutto questo spreco! Rimani a lavoro e sparagna quei soldi.

Mio padre puntualmente chiudeva la telefonata arrabbiato e col muso, come un bambino che non aveva avuto l’approvazione della mamma.

Catarí

L’omertà passa dalle piccole cose. Caterina fa la fruttivendola. La sua casa e negozio sono vicini ai giardini pubblici del borgo antico. Spesso i poliziotti le chiedono se nota cose o movimenti sospetti in zona, tipo prostitute, spaccio di droga, ma lei mantiene alta l’omertà meridionale.

“ See, dottoré figurati se io parlo. Che sapono quelli che la succede di tutto, io i fatti miei mi faccio. L’altro giorno stavo affacciata sopra al balcone con mia nonna e lei mi fa ‘Catarí Catarí veti come si scote quell’albero, bubum bubum, eppure non mi pare che sta vento oggi! Beh dottoré, vento infatti non ce ne era ma dopo un poco abbiamo visto uscire da sotto all’albero uno con i pantaloni abbassati e con lui c’era una femmina, ma il bello era che li affianco stava seduto un vecchio che si era goduto lo spettacolo “.

Ovviamente 

Cosa penso degli uomini che vanno a prostitute? Che sono dei porci, degli schiavisti, degli amorali. Conosco uno di questi suini che più volte l’anno fa dei sex tour in Asia. A qualcuna di queste prostitute paga pure l’affitto. In base a quale principio? A quello di chi lo soddisfa di più, ovviamente. L’ultima fortunata è stata questa ragazza, a cui il suino ha garantito 4 mesi di affitto poiché è venuta 5 volte ed urlando. Ovviamente tutti orgasmi veri, perché sia mai un uomo vero non riconosca una donna che finge da una che non lo fa. Specialmente a pagamento poi. Infatti il suino è un uomo esperto, ma così esperto che non ha saputo distinguere una donna da un trans, dopo che quest’ultima/o gli avesse fatto una fellatio.

Ovviamente la prostituzione è il mestiere più antico del mondo, ma non siamo più al tempo di Barabba e Maddalena e finché la mentalità rimarrà questa, il mondo rimarrà un posto antico, stantio, pieno di fetori e miasmi. 

Il suino mi ha accusato di essere una donna occidentale e di non poter capire certe cose. So solo che nessuna ragazza di 15, 20 o 30 anni andrebbe a letto con un porco di 40 anni più vecchio, se potesse soddisfare i suoi bisogni primari di vita con un lavoro decente. Ovviamente. 

Elementare

Pubblico un temino di scuola elementare, frutto di riflessioni della figlia di una mia amica.

Traccia:
Racconta perché l’igiene personale è importante.

Svolgimento:

Io ho pensato a una cosa che mi ha raccontato la mia bisnonna. Lei conosceva una signora, che in realtà era una sua mezza parente perché aveva sposato suo suocero vedovo. La nonna diceva però che era una parente veramente alla lontana. Mi ha spiegato che preferiva dire così perché quando erano nella stessa stanza, mia nonna voleva sedersi lontano da lei. Questa parente puzzava. Puzzava di un odore che pure veniva da lontano. Un odore di stalle e pecorelle, di quelle parti nascoste che non si fanno vedere. Ecco perché per me l’igiene è mettersi il borotalco sulle parti molli, così le persone possono sedersi vicino a me. 

Mi piace

Mi piacciono i bulbi di ciclamino all’ombra degli alberi. Il profumo delle mimose. La focaccia appena sfornata. La polpa dei ricci. I nasi lunghi e sottili. Una mano che tiene la mia. Chiacchierare con le donne. Aiutare chi è in difficoltà. Le processioni estive che sanno di antichità popolare. Andare sott’acqua alle sei di mattina. Stare in silenzio con una tazza di caffè e latte in mano. Il conforto della borsa d’acqua calda. La profondità di pensieri effimeri come vapore. Esprimere un desiderio, caparbia che si realizzerà. 
Perché una piccola lista, a volte, può ricordarci che la vita non è tanto male. 

Venere

“Sotto l’albero di ulivo, l’ultimo a destra vicino al muretto a secco.”

Non ho mai capito cosa volessero dire queste parole. Avevo pensato a qualche indicazione per il contadino, magari per una potatura. O forse era per il muratore, una riparazione alla recinzione. Chissà, ma il foglietto di carta era azzurro e ripiegato con cura, una bella grafia e custodito dentro le pagine di un libro.

Avevo trovato questo e altri oggetti nella casa di campagna che avevo appena acquistato da una signora svedese. Una donna sull’ottantina, con i capelli bianchi lunghi e la pelle macchiata dal sole. Aveva vissuto in Africa, cambiato diversi mariti alla velocità delle gazzelle. Si diceva fosse brava a rubare i mariti delle altre, che non avevano voluto seguire i compagni nelle missioni civilizzatrici nel continente nero. Voce suadente e movimenti pacati che avranno dato sollievo a tante fronti sudate e desiderose di compagnia. In ultimo si era ritirata a vivere da sola sulle colline italiane, tra enormi distese di ulivi secolari e terra color ruggine.

Anni fa, una notte, queste terre si sono illuminate di torce enormi di fuoco. Avrebbe potuto essere uno spettacolo maestoso se a essere incendiati non fossero stati questi ulivi millenari. Lì vicino al muretto a secco sono però rimasti i resti di quell’ultimo albero di ulivo a destra.

Ho scavato tutto attorno alle radici ed ho trovato una scatola di latta arrugginita di pepparkakor svedesi. All’interno una bustina di plastica conteneva un foglio di carta azzurro.

“In questi anni di solitudine, senza nessun uomo al mio fianco, sto riassaporando un frutto preziosissimo dell’albero della vita. Si chiama libertà…e ha il sapore delle albicocche. E sento di essere arrivata senza nemmeno essere venuta.”

(Ndr.Il libro di cui sopra era una copia senza copertina de Il delta di Venere di Anais Nin)