Aperture mentali e non solo

Come si racconta una storia che parla di sesso anale? Chissà. Inizio con il dire che non si dovrebbero giudicare i gusti sessuali altrui e forse nemmeno i propri.

Monica aveva conosciuto un suo collega di molti anni più maturo, sposato con figli. Il dottore in questione era probabilmente stato un ex belloccio da giovane, sul genere Nino D’Angelo versione caschetto dorato e occhio azzurro. Del resto era di Napoli pure lui. Al primo appuntamento, di fronte ad un piatto di culatello e pecorino, il dottore sensualmente aveva dichiarato che avrebbe fatto piangere la nostra Monica. Lei invece di scappare, gli aveva sorriso per mo’ di sfida. Ciò che eccita le persone è come il profumo: un gusto molto personale.

Sennonché il dottore aveva il chiodo fisso del sesso anale. E se vi è sorto il dubbio, no, non era un proctologo. Varie le titubanze di Monica come i suoi rifiuti: non l’ho mai fatto prima, farà male…

Ma un bravo medico, con “esperienza”, ha la soluzione quasi a tutto. Un giorno si è presentato con una scatola. Ne ha estratto una bustina sigillata, di quelle che si mettono in autoclave per sterilizzare gli strumenti chirurgici. All’interno di essa, di varie dimensioni e forme, dei dilatatori anali.

In apertura ho promesso non avrei espresso giudizi, ma d’ora in poi accertatevi sempre della bontà dell’autoclave usata dal vostro medico prima che vi metta qualche strumento in bocca.

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