Mr Dust

Non bisogna parlare male di nessuno, nemmeno pensarne male, ma soprattutto mai scriverne male.

Ai tempi di Londra, c’era un signore molto facoltoso e distinto che dava la morte a me e ai miei colleghi. L’avevamo soprannominato Mr Dust, perché aveva il dono di frantumarti le palle a polvere fine. Pignolo e arrogante, ci inchinavamo tutti per accontentare le sue richieste, dalla visita medica fino alla farmacia. Prendeva solo compresse per la pressione di una particolare marca e specifica scadenza. Non sempre era facile reperire ciò che desiderava, quando lo desiderava. Venne preparato il suo pacchetto e lasciai scritta una nota per il collega: “Questo è il pacco per Mr Dust, ha attaccato la solita solfa per avere la pastiglia nella confezione azzurra. Digli che la casa farmaceutica ha variato il colore dei nuovi lotti in verde. Gli verrà il solito attacco isterico da ciclo mestruale, tu rassicuralo con garbo ma fermezza, compatiamo la povera donna che lo ha sposato!”

La nota rimase sbadatamente attaccata al pacco che Mr Dust portò a casa ed ebbe tutto il tempo di leggere e rileggere e fargli salire la pressione alle stelle. Non ha mai chiesto chi l’avesse scritta ma da quel giorno i suoi cicli mestruali cessarono.

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68 risposte a "Mr Dust"

  1. Tu con le palle, lui col ciclo mestruale… è chiaro che data l’inversione di funzioni il rapporto non poteva non risentirne.
    (Conosci l’inglese così bene da scrivere biglietti tanto articolati? Urca! Lascia la Puglia e vai a Roma, saresti l’unica di tutto il corpo governativo-amministrativo-istituzionale a scrivere e a parlare inglese, ti manderebbero subito come minimo a rappresentare l’Italia all’ONU)

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      1. No no, caro Guido, si sono una perfetta bilingue ma non potrei avere mai cariche “governative”, non ne avrei le palle di ricoprire ruoli importanti e di avere a che fare con tanta gente smaniosa di potere.

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  2. Io queste gaffe a volte le faccio in diretta nel senso che dico qualcosa pensando di parlare solo con qualcuno salvo poi scoprire che magari è entrato il destinatario del pensiero oppure era lì e non lo avevo visto…

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  3. Sarebbe stato bello un… Come si chiamano quegli aggeggi che suonano quando entri nei negozi? Vabbè uno di quelli, che al suo passaggio avesse intonato Freddy Mercury: “dum dum dum onother one bites the dust yeh!”

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  4. L’ultimo periodo è stato parecchio complicato e la scarsa frequenza dei miei articoli lo dimostra. Tuttavia non mi capacito e non mi posso perdonare di aver perso questo bel post. Comportamenti come quello di Mr Dust si possono tollerare solo se la causa è un disagio psicologico irrisolto. La dimenticanza del biglietto può aver contribuito a far prendere coscienza dello status.

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