Dare i numeri 

Gli inglesi dicono “be careful what you wish for”, che significa fare attenzione a cosa si desidera. Perché se poi si avvera…

Presa dalla mancanza della mia Inghilterra, dalla foga della brama e dalla fuga di maschi veri, ho espresso un desiderio. Di ritorno al mio eremo sulle colline, c’è una bella strada tortuosa, con le stazioni della Via Crucis. Sono colonne antiche, essendo questi luoghi di pellegrinaggio fin dal XII secolo.

Ho percorso questa strada svariate volte, ed ad ogni stazione si è levato come una preghiera il mio desiderio: Mandami un fidanzato inglese!

Qui serve una piccola digressione. La mia preferenza per l’uomo inglese nasce dal fatto che ne capisco meglio le dinamiche mentali. “He, the man” ti chiede un incontro a due. Se è andata bene, il passo successivo è l’uscita con i suoi amici. Se superi il test, c’è poi l’incontro con i suoi genitori. Di lì a poco segue la convivenza e dopo un anno la proposta di matrimonio. È una strada liscia, senza svincoli o incroci pericolosi.

L’uomo italiano invece ti frequenta per un tempo indefinito, ti manda i saluti della mamma per telefono, si fa preparare le lasagne la domenica e poi, dopo un anno o più, ti dice che non sa che vuole. E tu ti senti persa per strada, anzi ti rendi proprio conto che su quella strada tu non c’eri mai stata.

Quante possibilità ci potevano essere che il buon Cielo riuscisse a trovarmi un english boyfriend in territorio italiano? Insomma l’inglese mi ha trovata, mi ha pure invitata a cena. Non gli pareva vero di aver conosciuto una bella polpettina di 40 anni che ne dimostra 20… Peccato io non possa dire lo stesso dei suoi 50 (forse 60?) anni. L’incontro con i suoi genitori non ci sarà e non solo perché loro ormai non ci sono più!

Oggi ripercorrerò la Via Crucis con un numero in testa: l’età massima del mio futuro english man…ma sento che sono sulla giusta strada!

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73 thoughts on “Dare i numeri 

  1. Sono contento, e sai, per il tuo modo di essere (per quel poco che posso capire deliziandomi della tua lettura) ti sta proprio bene. Gentilmente inglese e fedelmente uomo. L’età non conta, su. Tu sei una splendida 40enne, lui un fascinoso 50enne. Viva la vita 🙂

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    1. Ha ha! Ciao Scri!! Comunque è pazzesco come spesso i desideri si avverino…anche se solo parzialmente! Ho letto il tuo ultimo post e spero che via via quel senso di “vuoto” lasci spazio alla leggerezza pura. Un grande abbraccio

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  2. “PInuccia” cara, per te, e solo per te interrompo il silenzio stampa. Sono lontano dal blog da diverse settimane sia per cause di forza maggiore sia per noia. Ma (c’è sempre un “ma”)… continuo a leggere. E accidenti! Ancora una volta ti sorprendo a sparlare degli uomini italiani alla cui categoria, nel bene e nel male appartengo. E dopo esserti esercitata a demolire il “virgulto” di quelli che hanno superato i cinquanta e si approssimano ai sessanta, procedendo di tua spontanea volontà all’estirpazione delle loro ghiandole prostatiche, oggi li massacri psicologicamente, poveretti, e definitivamente, relegandoli nell’ipotetica e personale classifica di “veri uomini”, alle spalle dei glaciali e insipidi anglosassoni. Con cui non hai avuto a che fare solo tu, mia cara. Certo, io sono tra quei pochi Italiani che è riuscito a modificare il saluto dei colleghi giapponesi perfino, tramutandolo in pacche sulla spalla e interrompendo lo stucchevole rito del canonico inchino, quindi non farei testo. Al tempo stesso, però, non ho mai visto, nelle mie lunghe permanenze in GB o USA uno WASP voltarsi a rimirare le belle terga di una gentil pulzella che le ondeggiava alla bisogna, deludendo così le sue aspettative di “far colpo” o di “attrarre”. Al contrario, mi sembra che una buona parte di maschi di italica origine mantenga un sano atteggiamento di “desiderio” nei confronti del meraviglioso sesso femminile, continuando a popolare i propri sogni di giovani donne che dimostrano almeno 20 anni in meno o hanno proprio quei fantasmagorici 20 anni. E magari sogna anche di colmarli di attenzioni e di premure, ancorché di mera bramosia.
    Perciò mi chiedo, cara Pinuccia, se per caso gli sfigati li avessi incontrati tutti tu (voglio dire prima, durante e dopo Mr. Vain). Della qual cosa non ti faccio una colpa ben sapendo che da Roma in su vi sia una forte concentrazione di tali “brutte copie” del maschio. Ma ti faccio un’altra domanda, con tutto il bene che ho imparato a volerti… Trasformando la “parità di genere” nella spiccata prevaricazione o prevalenza, che cosa vi aspettavate? Forse te l’ho già detto ma per onor di cronaca, lo ripeto: una recente ricerca pubblicata sul British Medical Journal (guarda caso), attribuisce all’insorgenza del cromosoma femminile nel corredo genetico maschile una delle più frequenti cause d’infertilità nelle giovani coppie. In altri termini: legge dell’adattamento o della sopravvivenza della specie, così come le intuì, brillantemente, Darwin intorno al 1850.
    Spero tu giunga al più presto al termine della tua ricerca così, almeno, mi eviterai di prendere le difese della mia “classe” che ancora, te l’assicuro, mantiene dignità, forza e soprattutto non condisce le proprie relazioni di mamme, spaghetti e mandolini.
    Con grandissimo, infinito, affetto, tuo Asdrubalì.

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    1. Asdrù amato e sognato e tanto mancato!!! FINALMENTE sei uscito dal tuo silenzio e dire che sono onorata tu l’abbia fatto sul mio umile blog è dire poco. Infatti mi spingo oltre: sei l’unico 60enne che una polpettina come me vorrebbe nel ragù. Che dire?! I tuoi commenti mi lasciano in ammirazione per ciò che scrivi e per come lo scrivi. Sicuramente sono una donna molto fortunata in tutti i dipartimenti tranne quello sentimentale, ma ti confesso che nella “sfiga” mi diverto ancora un mondo. Io sfaterei il mito dell’uomo british che dice ” niente sesso, siamo inglesi”, ma raccontare troppi aneddoti sarebbe inappropriato quanto inelegante!
      I mammoni esistono pure lì, ma almeno abitano da soli in casa propria e si lavano il bucato in automia.
      I semi forse ormai sono poco fertili perché, come direbbe il tuo amato Darwin, meglio estinguere la procreazione di esseri con poco essere. Un abbraccio grande tua sempre fedelissima “Pinuccia”

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      1. Solo il fato, la sfiga – o quello che ti pare -, impedisce ad una donna che come te saprebbe splendidamente esprimere la propria intelligenza, la propria femminilità, lo charme e la incomparabile classe, di trovare sul proprio cammino l’uomo in grado di apprezzare prima e di esaltare poi tali mirabili virtù. Scherzi a parte, anche tu sei sempre nel mio cuore. 🙂

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      2. Il primo sospiro che travolse i tuoi sensi, e fece palpitare il tuo cuore, poi tremare e cedere le ginocchia, fu quello del primo “ti amo” che fu pronunciato sulle tue labbra.
        Ma il tempo dimostrò presto che non era quello il tuo punto d’arrivo, perché nulla avevi conquistato e l’accapponarsi della pelle era solo una sensazione.
        Infatti fu quello il momento in cui la tua anima decise di prendere il largo, veleggiando verso quell’isola di sogni che avevi cantato e raccontato.
        Un mondo di gran lunga meritato, per aver sconfitto le parole vuote con il tuo amore, grande e sincero che non cedette mai di fronte a nulla.
        Il mondo che ancora meriti.

        Grazie 🙂

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      3. È bene che sappiano che l’attività di “serial lover” non paga. Alla lunga si sconta tutto e pesantemente, a causa dell’ineluttabile legge del contrappasso. Sostengo dunque che sia meglio essere sinceri, fedeli e con mille riprorevoli ma trasparenti difetti anziché il contrario.

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      1. Sara Carissima, ricambio il saluto con molto affetto! Permettimi di risponderti che sono davvero molto lusingato dai tuoi apprezzamenti. Sappi che la penso allo stesso modo… così come non ci sono rimasti molti “veri” uomini, non ci sono tantissime donne come te/voi, di cui apprezzare al di là di ogni altra mirabile e meravigliosa caratteristica, lo spessore culturale, intellettuale ed emotivo. Ti abbraccio! 🙂

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  3. mi butto a capofitto tra due spettacolari “lesti di penna” e do una gomitata all’uno e all’altra. I maschi italici, caro Piero, sono oramai in via di estinzione, direi quasi specie protetta, degli stranieri parlar non so. Ma alla quasi quarantenne dico – bada all’eta’ del tuo compagno perche’ l’amor spesso ti inganna –
    Io ho sposato un uomo molto piu’ grande di me, certo per amore, ma andando avanti con l’ eta’ ci si ritrova a dover far fronte a cose inaspettate. Certo piu’ importante e’ l’amore ma, cara mia, e’ giusto anche invecchiare insieme e non ognuno per conto suo.

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    1. Carissima Giuliana, ahime’ il tuo messaggio era finito nello spam! e me ne sono accorta solo ora, quindi ti chiedo scusa se involontariamente non ti ho risposto prima. E’proprio la saggezza che viene dalla pratica sul campo, come la tua, che mi fa propendere per uomini coetanei. Grazie di aver condiviso la tua esperienza!

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  4. Bel post. Ricordo quella frase di Hugh Grant nel film 4 matrimoni e un funerale, quando lui dice a un amico “Secondo te è fattibile la scena di un uomo che dice a una donna… Ciao Cara, ho voglia di avere una relazione con te?” e l’altro risponde “Certo, ma se esiste quest’uomo non è inglese”…..

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  5. Credo che se cerchi una qualche regola nel rapporto/scontro uomo donna resterai perennemente disattesa nelle aspettative…I’m sorry, but I think so…comunque noi italiani siamo molto più carnali e allegri…pure quando siamo precari una bella risata te la facciamo fare…non guasta! Al di là del gioco (il tuo scritto, lo so è anche giocoso) ti ringrazio d’aver scelto di seguirmi e, come vedi ho fatto altrettanto! Ci si legge! 😀

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  6. Mmm… luoghi comuni, che nascono dalle scottature.
    Comunque mi diverte molto leggere queste “realizzazioni al computer” dei partner ideali.
    Anch’io avevo la mia lista di caratteristiche che avrebbe dovuto avere la mia donna ideale: vicina (ero assolutamente contrario ai rapporti a distanza), possibilmente di famiglia originaria della zona, bel fisico….
    Poi ho trovato una a 1000km di distanza, decisamente sovrappeso. E viviamo insieme da 15 anni.
    ps: s’è trasferita (anche se le origini te le tieni per sempre, con tutte le conseguenze) ed è dimagrita moltissimo. 🙂

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      1. Sai che questo commento m’ha fatto riflettere?
        Mi sa che hai detto una grande verità: più si fanno esperienze con l’altro sesso, più è probabile…diciamo…mmm… perdere l’illusione.
        Più si resta scottati, più si tende a non voler più cascarci, oppure a partire prevenuti.

        Poi.. per carità, anche il contrario non è un certezza: ho 2 fratelli che entrambi hanno sposato la loro prima e unica ragazza e hanno divorziato entrambi dopo una decina d’anni….
        Però resta una verità che ora vanno mooolto coi piedi di piombo!!!

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      2. C’è chi la chiama disillusione o prevenzione( credo questi siano i pessimisti). C’è chi la chiama ponderatezza. E questi forse sono i più saggi che dalle inevitabili esperienze di vita non si sono fatti abbattere. Io so solo che più vado avanti più capisco che la magia di quel primo amore che ti fa venire voglia di sposarti, condividere il bagno con un uomo e vedere il calcio in TV…è molto forte solo una volta. Poi le successive diventa più un “gioco di prestigio”.

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      3. Mah… guarda… in fondo è solo un… farsi compagnìa.
        L’essere umano nasce e muore, ma in quel lasso di tempo necessita di avere qualcuno e sentirsi importante per qualcuno.
        Ci si fa compagnìa, come i vecchietti vedovi che si “fidanzano” all’ospizio.

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  7. Mica ti incazzi se dopo aver letto il post a me viene in mente il dualismo tra Archie e Ken nel film “un pesce di nome Wanda” e la scena eroticomica in cui lei si eccita al solo sentir parlare italuano? 😂

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