Don Ciccio

Don Ciccio abita in un antico palazzo dell’800, in cui le stanze sono una consequenziale all’altra. Si muove leggero tra tappeti ed arredi di pregio. La sua compagna è una elegante signora con i capelli a caschetto. Tanto amorevolmente lei si prende cura di lui, rimboccando le sue coperte e chiamandolo Cicciolo nei momenti più teneri. I tè delle cinque sono supervisionati dai suoi occhi liquidi, soffre di cataratta don Ciccio, ed altri acciacchi, ma non perde mai la sua paziente dignità. Unico maschio che assiste alle partite di poker di 4 arzille signore. Ogni tanto vi partecipo anche io, portando un po’ di giovinezza a questo gruppo, che si definisce delle “giovani marmotte”. Ricordo che mal sentii il nome la prima volta, scambiando marmotte per mignotte. Non credo queste delicate signore abbiano mai riso tanto in vita loro! Oggi pomeriggio ci riuniremo tutte di nuovo, alle cinque. Non ci saranno tè e pasticcini. Aspetteremo invece l’arrivo del veterinario, che porrà fine alle angosce di don Ciccio. Quanto ci mancherai, quelle stanze non saranno più le stesse senza te.

PS. Ho appena ricevuto la notizia che sei andato via da solo, senza l’aiuto di nessuno, discreto fino alla fine. Ciao don Ciccio!

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