Chiodi

Ho prestato a un’amica i miei libri di auto-aiuto. A dire la verità non sono poi così tanti e mi ricordano un periodo davvero sfigato della mia vita, quando mi accanivo a perseverare in situazioni e pensieri deleteri. Ci sono volte in cui credi che, con la buona volontà, una relazione possa funzionare, che se fai di più o modifichi alcuni atteggiamenti, troverai la chiave di lettura dell’enigma. A somme linee, ho capito cosa sono le relazioni umane, gli intrecci che ne derivano e le dinamiche varie. Se non hai la (s) fortuna di imbatterti nella persona giusta relativamente presto nella vita, ti succede di conoscere tante tipologie di partner, dal manipolatore sentimentale, al succhiatore di energia, al relazione-dipendente. Con un po’ di esperienza e distacco mentale, forse si riesce a individuare prima chi hai di fronte. E’ come se la fetta di prosciutto che hai davanti agli occhi quando incontri qualcuno che ti fa venire le farfalle allo stomaco, ogni tanto la sollevi e vedi più chiaramente.

Con la mia cara amica S. siamo giunte alla conclusione che chiodo schiaccia chiodo, ma per davvero! E da sola sono giunta alla conclusione che non conviene sforzarsi di incontrare la persona più o meno giusta,ma conviene invece prendere ciò che viene, ché a volte riserva le sorprese più belle.

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L’infinito

Quando sono felice non ho nulla da dire. Mi è passata la voglia di scrivere. Anche quella di pensare. Se mi soffermo un attimo, posso prendere coscienza di quanto effimero sia questo momento. Meglio non correre il rischio…il naufragar m’è dolce in questo mare. 

“Gli amici diventano acrobati che saltano via”

Perché aver compagno al duol, scema la pena…. per Francesco!

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Citazione da una canzone di Fabri Fibra, questa va benissimo per me, i miei amici sono diventati realmente acrobati e sono saltati via. Io ero pieno di amici il più richiesto tutti mi invitavano, tutti mi chiamavano ed erano persino gelosi se uscivo con uno e non con un altro. Poi l’incidente, l’ospedale, la mielolesione, ora cammino col carrellino o con la sedia, e pum tutti scomparsi. Non mi hanno mai chiamato, non chiedono come sto, non mi cercano solo perché adesso non sono più simpatico come prima, non posso più fare tutto e magari uscire con me gli crea anche qualche problema.

Fortunatamente ho conosciuto altra gente, sia in sedia come me che anche altri che stanno bene ma che hanno cuore… la vita è dura e nei momenti più duri ti spappola in faccia la sua parte peggiore… TUTTO SERVE PER CRESCERE

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Per la mia Natasha

Mamma mia, che gioia! La piccola Natasha è venuta da me oggi. “Ti ricordi di me?” mi ha chiesto. Come avrei potuto mai dimenticarla. Ha 10 anni, la più piccola creatura che conosca a soffrire di anoressia. Non riusciva ad ingoiare più. Le faceva male al petto, come un senso di oppressione, diceva. Oggi mi è corsa incontro, si è abbassata la salopette di jeans, “Guardami! Toccami la pancia, hai visto come è cresciuta?!”. Tesoro mio bello, potevo ancora contare le tue costole, ma ci ho accarezzato tanta speranza sopra. 

Buio pesto

Incontro al buio numero tre. Questa volta ringrazio il cielo di non aver parlato a questo ragazzo del mio blog, almeno potrò scrivere in libertà. La mia cara amica S. ha una missione nella vita: presentarmi ogni collega del marito, nella speranza, o certezza secondo lei, che prima o poi mi farà accasare. Come al solito, al suo impegno e buona volontà non so dire di no. Ieri sera è stato l’incontro più disastroso. Ringrazio nuovamente il cielo di non essermi lavata i capelli, almeno mi sono risparmiata la pena della messa in piega, con il caldo che fa.Il povero candidato è arrivato un po’ sudaticcio. Dopo cena, una pizza da 7 euro per l’esattezza, mi ha detto che non ce l’avrebbe fatta a pagare anche per me. Aveva dovuto mettere la benzina alla macchina ed era un po’ al verde. “Figurati” gli ho detto, “avevo già in animo di offrire io visto la traversata in macchina che hai fatto per venirmi a trovare”. Non ho finto educazione, era pura pietà la mia. Garbatamente, a fine serata (si vedeva ancora quasi il tramonto per l’urgenza che avevo di porre fine al supplizio), gli ho detto che forse non c’era stata nessuna scintilla. È rimasto in silenzio, per dieci infiniti minuti. “Scusami, sono un po’ turbato in questo momento” ha detto. Vedessi io, volevo gridare!
A quanto pare c’è ancora un ragazzo che S. vuole presentarmi. Questo è l’ultimo, ha giurato. Ci vado non tanto per lui, quanto per visitare l’Expo prima della chiusura. Questa volta però non mi faccio fregare, come dicono al Sud, ci vado già mangiata!