Per la mia Natasha

Mamma mia, che gioia! La piccola Natasha è venuta da me oggi. “Ti ricordi di me?” mi ha chiesto. Come avrei potuto mai dimenticarla. Ha 10 anni, la più piccola creatura che conosca a soffrire di anoressia. Non riusciva ad ingoiare più. Le faceva male al petto, come un senso di oppressione, diceva. Oggi mi è corsa incontro, si è abbassata la salopette di jeans, “Guardami! Toccami la pancia, hai visto come è cresciuta?!”. Tesoro mio bello, potevo ancora contare le tue costole, ma ci ho accarezzato tanta speranza sopra. 

Buio pesto

Incontro al buio numero tre. Questa volta ringrazio il cielo di non aver parlato a questo ragazzo del mio blog, almeno potrò scrivere in libertà. La mia cara amica S. ha una missione nella vita: presentarmi ogni collega del marito, nella speranza, o certezza secondo lei, che prima o poi mi farà accasare. Come al solito, al suo impegno e buona volontà non so dire di no. Ieri sera è stato l’incontro più disastroso. Ringrazio nuovamente il cielo di non essermi lavata i capelli, almeno mi sono risparmiata la pena della messa in piega, con il caldo che fa.Il povero candidato è arrivato un po’ sudaticcio. Dopo cena, una pizza da 7 euro per l’esattezza, mi ha detto che non ce l’avrebbe fatta a pagare anche per me. Aveva dovuto mettere la benzina alla macchina ed era un po’ al verde. “Figurati” gli ho detto, “avevo già in animo di offrire io visto la traversata in macchina che hai fatto per venirmi a trovare”. Non ho finto educazione, era pura pietà la mia. Garbatamente, a fine serata (si vedeva ancora quasi il tramonto per l’urgenza che avevo di porre fine al supplizio), gli ho detto che forse non c’era stata nessuna scintilla. È rimasto in silenzio, per dieci infiniti minuti. “Scusami, sono un po’ turbato in questo momento” ha detto. Vedessi io, volevo gridare!
A quanto pare c’è ancora un ragazzo che S. vuole presentarmi. Questo è l’ultimo, ha giurato. Ci vado non tanto per lui, quanto per visitare l’Expo prima della chiusura. Questa volta però non mi faccio fregare, come dicono al Sud, ci vado già mangiata!