Scatole

Mi accingo a trasferirmi in una nuova casa. Per l’esattezza è il mio 26esimo trasloco, per fortuna questa volta non internazionale. Tra i vari scatoloni, ho deciso di portare con me quello dei buoni propositi, come si fa a capodanno per l’inizio dell’anno nuovo. Questa è la prima volta che impacchetto così accuratamente qualcosa. Per esempio ci metto un maggiore senso di ospitalità, io che sono sempre insofferente alle visite lunghe. Poi ci porto la volontà di stabilità, il pensare che possa essere la dimora finale. Poi, la gioia di un letto a due piazze, dove dormire in diagonale e smettere di sognare di intersecare qualche retta, prima o poi. Questa volta le coordinate dei punti me le do da sola. Io, che sono sempre stata una frana in geometria…Di fronte a me ci sarà il nulla, solo colline e mare, qualche falco che vola basso e vuoti d’aria.

Intanto sento in testa la voce di Gerry Scotti che mi dice : È la casa definitiva ? L’accendiamo ?

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Promosso più due 

La mia cara amica M di Roma è un po’ orso come me. Forse per questo ci siamo capite al volo quando ci siamo conosciute. L’altro giorno mi scrive: “Ho chiesto al mio compagno di stare sola in questi giorni di festa, per recuperare nel silenzio e nella tranquillità. Lui non è stato molto felice di sentirselo dire, ma appena ha realizzato che poteva stare solo, con mamma e papà, alla villa al mare, gli sono tornati i colori sulle guance! Cazzo se siamo diversi! Ti prego, scrivici due righe sul blog, con il tuo solito stile british con infiltrazioni in stile Gianni Rodari, da farci due risate…!

Cara M, credo che questi maschi ci piacciono perché sono un po’ bambini. Penso che, se per assurdo trovassimo un uomo vero, di quelli con i controcoglioni, non sapremmo neanche come gestirlo, perché davvero non ci siamo abituate. Quindi, come dice tua cugina toscana, quella di genetica diversa dalla tua e perciò più propensa alla vita di coppia, in due si fa squadra e si ammortizzano meglio gli urti della vita. E, come dici tu, il problema è che fare una buona squadra non è facile, quindi inizia a fare i provini…
Parafrasando un titolo di Rodari, al tuo compagno direi che è Promosso più due…almeno c’è stato quando la gatta si è ammalata!

Ghiaccio bollente 

No, non è un titolo sexy di un argomento caldo. Dopo qualche reazione avversa a Và…laGina,solitaria , ho capito che è meglio lasciar perdere e dedicarmi ad argomenti meno mondani.

Per natura ho una climatizzazione corporea “bipolare” , ma l’ho capito solo oggi. Eternamente infreddolita d’inverno, sono solita andare in giro con la borsa dell’acqua calda. Mi accompagna al cinema, in macchina, alle cene con amici, ad eccezione di quelle con papabili candidati maschili. D’estate la storia cambia e mi accompagno ad un bicchiere con del ghiaccio dentro. Lo mastico e prima o poi mi partirà un molare.

Oggi son stata fermata sotto casa, come di consueto , da Asteroide ( in merito ricordo il post Corpi celesti ).Più agitato che mai, mi dice che ha smesso di prendere tutti i suoi psicofarmaci. Ho storto il naso e detto che ha fatto male. Mi ha guardata, con il suo solito sguardo penetrante : ” Dottoré pure tu sei un poco strana ad andare in giro col ghiaccio, le vuoi tu le mie medicine? “

Và…laGina,solitaria

È un po’di tempo che penso di aprire un secondo blog, nel più totale anonimato. Magari vorrei trattare di argomenti più coloriti, evitando di colorire io all’idea di mio padre, e tutto il seguito allargato di parentado&friends, che legge.Avevo già in mente il nome del hard blog, “Và…laGina,solitaria” , che fa un po’ eco ai famosi Monologhi della vagina. Ovviamente il semplice fatto di averlo messo nero su bianco su questo blog, dovrebbe portare alla scelta di un nome alternativo.

Sono fiduciosa che dai miei “monologhi solitari” , partorirà qualche altra genialata.

Intanto papà, ti prego non fare quella faccia mentre leggi questo post, non è colpa tua se hai una figlia femmina, a sua volta ancora più figlia di questo mondo mordi e fuggi. Consolati al pensiero che magari sono stata al passo coi tempi e ho dovuto imparare la lezione. Adesso girati, guardiamoci e facciamo finta di nulla.

Love u papi !!

Bonnie

I fairy knots sono dei piccoli nodi che si formano su di un solo capello. Si crede siano intessuti da abili mani di fata, di qui il nome.

Bonnie aveva tanti nodi, e non solo nei capelli. Spazzolava e spazzolava, ma succedeva solo che i nodi venivano al pettine. E poi? Tagliarli? No, troppo drastico. Ammorbidirli? Eh, magari!

Poi, una notte, capitò che il cielo stellato ne sciolse uno. Piano piano…

B&B

B&B non sono una accomodazione alberghiera, sono invece le iniziali di due persone che un bed & breakfast han finito per farlo la prima volta che si sono incontrate. Una passione improvvisa irrorata da un vinello da due lire, che era subito sceso nello stomaco e non solo. Quindici giorni dopo B&B avevano scoperto di essere in attesa. B, come quasi tutte le donne, si era sentita già mamma alla vista delle due linee blu positive del test. &B invece aveva sentito solo sudore freddo scendergli giu’ dalle ascelle. Nei 9 mesi che sono seguiti, hanno imparato a conoscersi e fare di questa gravidanza il loro obiettivo comune. Nei 3 anni seguenti, hanno imparato a volersi bene come famiglia. Nei 6 successivi, hanno imparato ad accogliere altri due fringuelli venuti dal cielo.

E dieci anni dopo, ci hanno insegnato che la riuscita di una coppia è amore, qualche rinuncia e, soprattutto, una gran botta di culo.

Una figlia 

Si pensa che le mamme sacrificherebbero ogni cosa per i figli, che ogni scarrafone è bello a mamma sua. Si crede che capiscano le esigenze dei figli e che, prima di loro, sappiano quale sia la scelta più giusta. Queste sono le mamme che ogni figlio dovrebbe avere, per sentirsi un essere amato a cerchio completo.

In realtà, ci sono dei figli un po’ meno fortunati che, pur vivendo nell’amore materno, non sono gratificati. Quei figli che conoscono l’abnegazione, perché sono loro a darla, a mamme malate o anziane o semplicemente un po’ egoiste. Ho visto una figlia passare notti in bianco per sua madre, chiedere permessi da lavoro per stare con lei, non avere più ossigeno perché sua madre assorbiva tutto. Ma non era mai abbastanza. A questa donna e a tutte le persone come lei, va il mio più grande rispetto. Perché tutti nella vita dovrebbero sentirsi amati incondizionatamente e la mamma è l’unica persona che può darci questa certezza, fino all’ultimo dei nostri giorni.

Anche a nascere figli ci vuole fortuna.