Và…laGina,solitaria

È un po’di tempo che penso di aprire un secondo blog, nel più totale anonimato. Magari vorrei trattare di argomenti più coloriti, evitando di colorire io all’idea di mio padre, e tutto il seguito allargato di parentado&friends, che legge.Avevo già in mente il nome del hard blog, “Và…laGina,solitaria” , che fa un po’ eco ai famosi Monologhi della vagina. Ovviamente il semplice fatto di averlo messo nero su bianco su questo blog, dovrebbe portare alla scelta di un nome alternativo.

Sono fiduciosa che dai miei “monologhi solitari” , partorirà qualche altra genialata.

Intanto papà, ti prego non fare quella faccia mentre leggi questo post, non è colpa tua se hai una figlia femmina, a sua volta ancora più figlia di questo mondo mordi e fuggi. Consolati al pensiero che magari sono stata al passo coi tempi e ho dovuto imparare la lezione. Adesso girati, guardiamoci e facciamo finta di nulla.

Love u papi !!

Bonnie

I fairy knots sono dei piccoli nodi che si formano su di un solo capello. Si crede siano intessuti da abili mani di fata, di qui il nome.

Bonnie aveva tanti nodi, e non solo nei capelli. Spazzolava e spazzolava, ma succedeva solo che i nodi venivano al pettine. E poi? Tagliarli? No, troppo drastico. Ammorbidirli? Eh, magari!

Poi, una notte, capitò che il cielo stellato ne sciolse uno. Piano piano…

B&B

B&B non sono una accomodazione alberghiera, sono invece le iniziali di due persone che un bed & breakfast han finito per farlo la prima volta che si sono incontrate. Una passione improvvisa irrorata da un vinello da due lire, che era subito sceso nello stomaco e non solo. Quindici giorni dopo B&B avevano scoperto di essere in attesa. B, come quasi tutte le donne, si era sentita già mamma alla vista delle due linee blu positive del test. &B invece aveva sentito solo sudore freddo scendergli giu’ dalle ascelle. Nei 9 mesi che sono seguiti, hanno imparato a conoscersi e fare di questa gravidanza il loro obiettivo comune. Nei 3 anni seguenti, hanno imparato a volersi bene come famiglia. Nei 6 successivi, hanno imparato ad accogliere altri due fringuelli venuti dal cielo.

E dieci anni dopo, ci hanno insegnato che la riuscita di una coppia è amore, qualche rinuncia e, soprattutto, una gran botta di culo.

Una figlia 

Si pensa che le mamme sacrificherebbero ogni cosa per i figli, che ogni scarrafone è bello a mamma sua. Si crede che capiscano le esigenze dei figli e che, prima di loro, sappiano quale sia la scelta più giusta. Queste sono le mamme che ogni figlio dovrebbe avere, per sentirsi un essere amato a cerchio completo.

In realtà, ci sono dei figli un po’ meno fortunati che, pur vivendo nell’amore materno, non sono gratificati. Quei figli che conoscono l’abnegazione, perché sono loro a darla, a mamme malate o anziane o semplicemente un po’ egoiste. Ho visto una figlia passare notti in bianco per sua madre, chiedere permessi da lavoro per stare con lei, non avere più ossigeno perché sua madre assorbiva tutto. Ma non era mai abbastanza. A questa donna e a tutte le persone come lei, va il mio più grande rispetto. Perché tutti nella vita dovrebbero sentirsi amati incondizionatamente e la mamma è l’unica persona che può darci questa certezza, fino all’ultimo dei nostri giorni.

Anche a nascere figli ci vuole fortuna.

Bea

3 anni, scalza in giardino, agita le mani in aria. “Sono esausta, ah come sono esausta!”

“Bea”, le chiedo ridendo, ” cosa vuol dire essere esausti ?”

Mi osserva scrupolosamente le labbra e dice :”Avere il rossetto rosso.”

Vuoi vedere che questa scamorza, a 3 anni, ha capito che quando metto il rossetto rosso, è perché sono stanca di tutto, tutti, inclusa me stessa?

Bisogni

Mentre guido, vedo in lontananza al centro strada una signora, ferma. Sono costretta a frenare e mi accorgo che la signora tiene al guinzaglio un cagnetto, un carlino nero.  Il poverino è stato sorpreso da un bisogno, di quelli che non possono aspettare. È li accovacciato, proprio al centro strada. Lui e la sua padrona mi supplicano con gli occhi di aspettare. Rassegnata prendo a sistemarmi le unghie, con un mozzicone di limetta che ho in borsa.  Ad operazione ultimata, il carlino si avvicina al mio finestrino ed abbaia :”Grazie di aver rispettato i bisogni degli altri.”

20, 30, 40 

Ricevo un like da una blogger. Incuriosita do uno sguardo al suo blog unaragazza98.wordpress.com. Scopro che è una giovane donna di 17 anni, che immagino si sia imbattuta per caso in un blog di una quasi 40enne. Ho letto il suo post “Un 80 alla mia vita!” . Freschezza pura. La lista di ciò che rende la sua vita speciale è disarmante. Mi ha catapultata indietro negli anni. Quando credevo che le cose belle sarebbero continuate a venire per sempre, perché è così punto e basta. A 20 anni basta avere successo negli studi, raggiungere la laurea, per farti sentire onnipotente. A 30, ti innamori e d’incanto capisci il senso della tua vita e perché Dio ti ha fatto nascere.

Solo una decina di anni dopo, ti ritrovi con il cuore un po’ frantumato, un lavoro che è diventato un po’ monotono e non puoi nemmeno dirlo, perché in tempi di disoccupazione è peccato.

Che vuoi di più 

Ritorno alla vita in provincia, un’esperienza che affronto ad occhi chiusi, naso stretto e trattenendo il fiato. Potrei annoverare qualcuna delle cose amene che il piccolo centro offre, ma purtroppo non me ne viene in mente nessuna. Magari i traguardi sono più delineati e di più facile fruizione.

Ad ogni modo, un conoscente ha liquidato così i problemi esistenziali che mi ponevo oggi : ” Ho una macchina, un lavoro ed una femmina, che voglio di più?!” .

Ecco, io ho una macchina, un lavoro…e basta. Ma sono sulla buona strada no?!

Watermecum 

Hobby? Scrivo, finalmente posso dirlo senza vergognarmi. Non sono più dei pensieri alla rinfusa, scarabocchiati su foglietti o pagine di notebook improbabili. E pensare che da ragazzina odiavo carta e penna. Durante i compiti in classe di italiano, ricalcavo in trasparenza ciò che mia madre aveva scritto a casa. Insomma copiavo.
Cosa scrivi? Scrivo il mio blog. Lo definisco un blog da camera da bagno, quando sei seduto sul water e non hai di meglio da fare. Hai voglia di una lettura veloce, senza pretese, ma che può darti uno stimolo. Quale stimolo scegli tu.