Compagni

Rimpatriata, la prima, con i compagni di liceo. Sono passati 20 anni dal diploma. C’è stato tanto affetto nel riabbracciarsi e tanta sorpresa nel sentire i racconti di vita di molti. Barbara è diventata mamma con la sigaretta in bocca. All’epoca perdeva per strada libri e penne, oggi ogni tanto perde di vista suo figlio che riacciuffa all’ultimo secondo prima di qualche improbabile volo.

Anna è rimasta vedova, marito suicida che ha lasciato dietro di sé un figlio di pochi anni e tanto dolore. 

Dani, divorziato da moglie bipolare che portava a casa uomini alle tre di notte per poi non ricordarsene il giorno dopo. Due bambini, affidati a lui, di cui uno autistico. 

Nessun disoccupato, tante carriere interessanti, come quella di Fabio che lavora alla Scala. 

“I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle ed io?…io speriamo che me la cavo.” ( dal film “Io speriamo che me la cavo” di Lina Wertmüller )

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21 thoughts on “Compagni

  1. le rimpatriate sono sempre qualcosa che non lascia indifferenti, io di anni ormai ne ho 46 e tra poco mi toccherà la cena dei cinquantenni. Le persone rare volte le si ritrova come le avevamo lasciate…. cambiano e guardando il loro cambiamento ci rendiamo anche conto del nostro

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  2. sempre interessanti osservare gli sviluppi della vita … molte volte si immagina che per gli altri tutto è andato nella maniera più lineare possibile, e poi invece escono storie incredibili.

    bello il tuo post

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  3. Per me la cena di classe dopo tot anni organizzata via Facebook è sempre stata una specie di incubo…per questo ed altri motivi (soprattutto per altri motivi però!) ho tolto Facebook. Al liceo non eravamo uniti, anzi…cattiverie e prese in giro verso i più deboli erano all’ordine del giorno. Eppure alla fine alla cena dei 10 anni ci sono andata anch’io…ricordo tante risate e una sincera voglia di riabbracciatsi. C’è da dire che molti non erano venuti e probabilmente gli assenti erano proprio i più “bulli” o meglio le più “bulle”… Perché le donne, si sa, sono spesso le più tremende e fanno meno squadra…comunque il tuo post mi ha quasi fatto venir voglia di riabbracciarli tutti di nuovo…bulle comprese…perché “la morte è una livella” diceva il caro vecchio Totò, ma, purtroppo, spesso anche la vita lo é! Un abbraccio anche a te che mi fai sempre emozionare 😘

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    1. Grazie del tuo commento e delle belle parole che mi hai detto! Anche noi eravamo una classe disfunzionale e c’erano angherie di ogni tipo, ma eravamo giovani e fessi. Pensa che uno di noi è diventato prete, e questa notizia ha sconvolto tutti più di ogni cosa. Chissà perché poi si diventa bacchettoni al contrario. Ti abbraccio anche io, buona domenica !!

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  4. Mi ricorda molto il film “Compagni di scuola” di Verdone. Bellissimo, ironico e amaro. Io forse non avrei il coraggio di fare una di queste rimpatriate però: mi metterebbe troppa tristezza. E tu? Ognuno ha la sua strada e il suo percorso, e sono certa che te la stai cavando benissimo! :*

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    1. Alcune storie, tipo quella di Dani, mi han dato una stretta al cuore. Anche perché Dani è un pezzo di pane, un uomo gentile e sempre delicato…quando dici che proprio a chi non se lo merita. Io mi sono sentita sollevata, ho capito che la mia compagna/nemica di vita, la solitudine, a confronto è leggiadra.

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