Le natiche non sanno mentire

Il cuscinetto di cellulite non lo si può capire se non si è italiane. Rotolo di grasso a forma di banana, di salsiccia, si accampa sotto la natica, si estende fin sul lato esterno della coscia, si avviluppa verso l’interno coscia, scivola verso le ginocchia, vibra alla sculacciata. Spesso accompagnato dalla buccia di arancia, è l’incubo di tante donne. Angoscia all’approssimarsi dell’estate, avvilisce finanche in inverno nei camerini di prova di Zara. La famosa Dita Von Teese, spogliarellista burlesque dalla perfetta pelle eburnea, alla domanda sul suo segreto per non avere la cellulite, rispondeva : “Good lighting”. In effetti è una questione di luce, massacrante quando proviene dall’alto, più clemente quando soffusa e generata dal basso. Ancora meglio se la spegni proprio.

Il quadro psicologico si aggrava per le donne meridionali che in bikini passano 4 mesi l’anno ma pure per le poverette di Milano durante la stagione passerelle. Ammetto che anche io, etero convinta fin dal grembo materno, di passaggio nella Città da bere, circondata da modelle a passeggio, non potevo far a meno di guardare avida e mio malgrado solidale con l’uomo che tradisce la moglie per bonazze del genere.

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Jamaica

Nonno Nelson amava il gioco di carte ed il rum. Quando ubriaco, a tarda sera, doveva ritirarsi a casa, suo figlio lo aspettava all’ingresso del ponte. Era una struttura costruita precariamente e se non si stava attenti si poteva finire nel fiume di sotto.

Nelson possedeva tanta terra in Jamaica. Terra che dava sulla costa, bellissima, utile alla coltivazione della canna da zucchero. Per questa ragione era corteggiato dai ricchi signori che volevano acquistare questi appezzamenti a poco prezzo.

Un giorno venne invitato a discutere di affari da un gentleman, che lo ospitò per la notte in un albergo. Nonno Nelson non aveva mai visto tanto lusso, non aveva mai avuto il bagno, per giunta in camera. Non conosceva l’esistenza del water con sciacquone e gli parve un catino alquanto originale.

Il mattino seguente il gentleman chiese a Nelson se avesse trovato la camera di suo gradimento .

Egli rispose: “Oh si, tutto bellissimo, certo che mi sono dovuto piegare molto in basso per utilizzare l’acqua del catino e lavarmi la faccia”.

Mr Dust

Non bisogna parlare male di nessuno, nemmeno pensarne male, ma soprattutto mai scriverne male.

Ai tempi di Londra, c’era un signore molto facoltoso e distinto che dava la morte a me e ai miei colleghi. L’avevamo soprannominato Mr Dust, perché aveva il dono di frantumarti le palle a polvere fine. Pignolo e arrogante, ci inchinavamo tutti per accontentare le sue richieste, dalla visita medica fino alla farmacia. Prendeva solo compresse per la pressione di una particolare marca e specifica scadenza. Non sempre era facile reperire ciò che desiderava, quando lo desiderava. Venne preparato il suo pacchetto e lasciai scritta una nota per il collega: “Questo è il pacco per Mr Dust, ha attaccato la solita solfa per avere la pastiglia nella confezione azzurra. Digli che la casa farmaceutica ha variato il colore dei nuovi lotti in verde. Gli verrà il solito attacco isterico da ciclo mestruale, tu rassicuralo con garbo ma fermezza, compatiamo la povera donna che lo ha sposato!”

La nota rimase sbadatamente attaccata al pacco che Mr Dust portò a casa ed ebbe tutto il tempo di leggere e rileggere e fargli salire la pressione alle stelle. Non ha mai chiesto chi l’avesse scritta ma da quel giorno i suoi cicli mestruali cessarono.

Donne di domani

La piccola Rosa ha solo 4 anni e abita nello stesso palazzo di sua nonna e sua zia, novella sposa. Passa spesso i pomeriggi da lei, quando sua madre ha qualche impegno. Intelligente e vispa come solo le femminucce sanno essere, un giorno entra nel bagno, dove suo zio sta per farsi una doccia. Imbarazzato lui chiama la giovane sposa e le chiede di portare via la bambina. Quest’ultima, infastidita da tanta timidezza, esclama:”Uè bellò, che a me papà il pisello me lo fa vedere sa!”.

Churchill

Durante una cena a Londra, il signor Churchill ubriaco, chiacchierando con la sua vicina di posto, le chiese:

-Se le dessi un milione madame, verrebbe a letto con me?

-Si certo signor Churchill

-Se le dessi un pound madame, verrebbe lo stesso a letto con me?

-Ma signor Churchill cosa pensa che io sia?

-Madame, abbiamo già stabilito cosa lei sia, stiamo solo contrattando il prezzo

Ho letto

Quando Gandhi studiava diritto all’università di Londra aveva un professore, Mr Peters, che mal lo sopportava. Gandhi però non era uno che si faceva intimidire. Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto. Il professore disse:

“Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme?”

“Va bene Mr Peters, sto volando via” rispose Gandhi, che andò a sedersi ad un altro tavolo.

Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi all’ esame successivo, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande. Mr Peters allora gli chiese:

“Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa, la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per sé?”

“Certamente il denaro, professore”

“Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza”

“Lei ha ragione Mr Peters, in fondo ciascuno sceglie quel che non ha!”

Il professore, infuriato, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e lo cacciò via. Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro.

“Professore, lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto!”

Oh mamma

Ho rovinato un bellissimo maglione nuovo. L’ho lavato seguendo le istruzioni della mia testa e non quelle della etichetta, che ovviamente avevo tagliato e gettato via. Mia madre mi aveva detto e ripetuto tante volte di usare il sapone specifico, bacinella adatta, temperatura giusta etc etc… Ma io ho ignorato. Risultato, il maglione si è così ridotto che può indossarlo un bebè.

Ora chi glielo dice a mamma! Già immagino la faccia alla teloavevodetto. Forse lo ricompro uguale, spendo un altro botto e così non se ne accorge nessuno.

Ma un momento! Ma quanti anni ho io? Ho ancora paura dei commenti di Mammà? Si, lo confesso. È inutile, si rimane figli a vita, pure se sei andato via di casa a 15 anni per esplorare il mondo da solo.

Ricordo mia nonna novantenne al telefono con mio padre sessantenne stagionato.

-Mamma, prendo le ferie e parto per un viaggio.

-Ihhhh, Pinuccio, e perché a mamma? Tutto questo spreco! Rimani a lavoro e sparagna quei soldi.

Mio padre puntualmente chiudeva la telefonata arrabbiato e col muso, come un bambino che non aveva avuto l’approvazione della mamma.