Donne di domani

La piccola Rosa ha solo 4 anni e abita nello stesso palazzo di sua nonna e sua zia, novella sposa. Passa spesso i pomeriggi da lei, quando sua madre ha qualche impegno. Intelligente e vispa come solo le femminucce sanno essere, un giorno entra nel bagno, dove suo zio sta per farsi una doccia. Imbarazzato lui chiama la giovane sposa e le chiede di portare via la bambina. Quest’ultima, infastidita da tanta timidezza, esclama:”Uè bellò, che a me papà il pisello me lo fa vedere sa!”.

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Churchill

Durante una cena a Londra, il signor Churchill ubriaco, chiacchierando con la sua vicina di posto, le chiese:

-Se le dessi un milione madame, verrebbe a letto con me?

-Si certo signor Churchill

-Se le dessi un pound madame, verrebbe lo stesso a letto con me?

-Ma signor Churchill cosa pensa che io sia?

-Madame, abbiamo già stabilito cosa lei sia, stiamo solo contrattando il prezzo

Ho letto

Quando Gandhi studiava diritto all’università di Londra aveva un professore, Mr Peters, che mal lo sopportava. Gandhi però non era uno che si faceva intimidire. Un giorno il professore stava mangiando nel refettorio e Gandhi gli si sedette accanto. Il professore disse:

“Signor Gandhi, lei sa che un maiale e un uccello non possono mangiare insieme?”

“Va bene Mr Peters, sto volando via” rispose Gandhi, che andò a sedersi ad un altro tavolo.

Il professore, profondamente infastidito, decise di vendicarsi all’ esame successivo, ma Gandhi rispose brillantemente a tutte le domande. Mr Peters allora gli chiese:

“Signor Gandhi, immagini di stare per strada e di notare una borsa, la apre e vi trova la saggezza e molto denaro. Quale delle due cose tiene per sé?”

“Certamente il denaro, professore”

“Ah, io invece al posto suo avrei scelto la saggezza”

“Lei ha ragione Mr Peters, in fondo ciascuno sceglie quel che non ha!”

Il professore, infuriato, scrisse sul libretto la parola IDIOTA e lo cacciò via. Gandhi lesse il risultato della prova e tornò subito indietro.

“Professore, lei ha firmato l’esame ma si è dimenticato di mettere il voto!”

Oh mamma

Ho rovinato un bellissimo maglione nuovo. L’ho lavato seguendo le istruzioni della mia testa e non quelle della etichetta, che ovviamente avevo tagliato e gettato via. Mia madre mi aveva detto e ripetuto tante volte di usare il sapone specifico, bacinella adatta, temperatura giusta etc etc… Ma io ho ignorato. Risultato, il maglione si è così ridotto che può indossarlo un bebè.

Ora chi glielo dice a mamma! Già immagino la faccia alla teloavevodetto. Forse lo ricompro uguale, spendo un altro botto e così non se ne accorge nessuno.

Ma un momento! Ma quanti anni ho io? Ho ancora paura dei commenti di Mammà? Si, lo confesso. È inutile, si rimane figli a vita, pure se sei andato via di casa a 15 anni per esplorare il mondo da solo.

Ricordo mia nonna novantenne al telefono con mio padre sessantenne stagionato.

-Mamma, prendo le ferie e parto per un viaggio.

-Ihhhh, Pinuccio, e perché a mamma? Tutto questo spreco! Rimani a lavoro e sparagna quei soldi.

Mio padre puntualmente chiudeva la telefonata arrabbiato e col muso, come un bambino che non aveva avuto l’approvazione della mamma.

L’amore ai tempi della pezza

In alcune parti del Meridione l’organo riproduttivo maschile viene chiamato pizza. Questa informazione è necessaria per capire quanto successe nei primi anni del ‘900 in un paese del sud. Si racconta di una giovane ragazza che stava poco bene da tempo. Sua madre la portò dal medico condotto che era originario del Veneto. Questi disse che la giovane era incinta. Enorme fu lo stupore della madre, convinta come era della illibatezza di sua figlia. La donna non si dava pace su come ciò fosse potuto accadere. Suggerì al dottore che la colpa fosse stata della pezzuola, usata da tutti in famiglia, inclusi gli uomini, per pulirsi dopo il gabinetto. La pezza appunto. Il dottore spazientito le rispose in dialetto veneto: “Orcocàn Sióra, chi nò è question de pèza, è question de pizza!”.

Catarí

L’omertà passa dalle piccole cose. Caterina fa la fruttivendola. La sua casa e negozio sono vicini ai giardini pubblici del borgo antico. Spesso i poliziotti le chiedono se nota cose o movimenti sospetti in zona, tipo prostitute, spaccio di droga, ma lei mantiene alta l’omertà meridionale.

“ See, dottoré figurati se io parlo. Che sapono quelli che la succede di tutto, io i fatti miei mi faccio. L’altro giorno stavo affacciata sopra al balcone con mia nonna e lei mi fa ‘Catarí Catarí veti come si scote quell’albero, bubum bubum, eppure non mi pare che sta vento oggi! Beh dottoré, vento infatti non ce ne era ma dopo un poco abbiamo visto uscire da sotto all’albero uno con i pantaloni abbassati e con lui c’era una femmina, ma il bello era che li affianco stava seduto un vecchio che si era goduto lo spettacolo “.

Perso nella traduzione

Quando si dice Troia le persone garbate pensano subito al cavallo e alla storia di Ulisse. Recenti studi hanno ipotizzato una erronea traduzione della parola Hippos, che non sarebbe quindi un cavallo ma un tipo di imbarcazione da carico fenicia. La sostanza della storia cambia di poco, sempre di inganno si tratta per i troiani. La spettacolarità della stessa perde invece scenografia, e un po’ ingannati si sentono i miei studi classici.